MICHELE D’IGNAZIO

Autore di "Storia di una matita. A scuola"

Il mio augurio a studenti e insegnanti è di non abbandonare mai lo spirito del gioco, di nuotare fra le pagine di cento libri, di usare la testa, il cuore, ma anche di non tenere le mani sempre in tasca.

Auguro di coltivare il futuro così come si coltiva un orto. Un buon terreno e una buona semina garantiscono un raccolto soddisfacente.

Se tutto va bene, capiterà qualche volta di sbagliare. Nessun problema! Perché sbagliando s’impara. Comprendendo gli errori, si cresce. E talvolta un errore è l’occasione per una buona idea.

Sarà normale anche distrarsi, di tanto in tanto, perché a volte c’è bisogno di lanciare uno sguardo fuori dalla finestra, con animo sognante.

Spero che tutti, almeno una volta, arriviate in ritardo. Perché questo mondo va troppo di fretta.

Spero anche che incontriate qualcuno che non la pensa come voi, perché è attraverso gli innumerevoli punti di visita che si compone il meraviglioso mosaico del mondo.

Auguro a tutti di maturare senso dell’ironia e, soprattutto, dell’autoironia.

Auguro a tutti di incontrare l’amicizia autentica.

Spero, infine, che troviate il coraggio di disobbedire, almeno una volta (ma non troppo), perché è da un gesto di disobbedienza che sono iniziate importanti e pacifiche rivoluzioni.

Auguro a tutti di vivere a pieno la vostra vita, dentro e fuori dalla scuola.

Buon anno scolastico!


I bambini non devono percepire il linguaggio solo come un insieme di regole, ma anche come fonte di libertà.


In “Storia di una matita. A scuola”, il maestro Lapo continua a lasciare il segno. Perché insegnare questo vuol dire, dal latino signum: segno. Ma lo fa insieme ai suoi piccoli alunni, scoprendo che la scuola è dentro e fuori le quattro mura di una classe, scoprendo insieme che l’immaginazione è un’arte feconda, perché ci spinge a vedere il mondo con occhi diversi, immaginando ciò che non c’è, ma potrebbe esserci. Cercando pur sempre di non perdere di vista la concretezza della realtà, la materia prima, che è ugualmente bella. Questo scopriranno, insieme, Lapo e la sua classe.