Insegnare è un’arte

E come ogni forma d’arte è sinonimo di passione, creatività, dedizione e condivisione.

Un docente, esattamente come un artista, mette se stesso, il suo sapere e il suo ingegno a disposizione del prossimo, affinché la società esca migliorata dal percorso fatto insieme.

Arte di insegnare è il nostro progetto per esprimere e trasmettere i valori che fanno dell’insegnamento la più nobile delle arti. 

Artists for education

Una squadra di artisti rifletterà sul mestiere più bello del mondo, interpretando e raccontando con il proprio talento espressivo i significati profondi, affascinanti e creativi del ruolo del docente: gli illustratori daranno vita alle proprie interpretazioni con le immagini, mentre gli autori di narrativa, saggistica e scolastica contribuiranno al progetto attraverso i loro pensieri, facendoci sognare con le parole.

Perché l’insegnamento è l’arte che dà vita a tutte le arti.

I pensieri
di Arte di Insegnare

L’insegnamento è mediazione fra i propri ideali e il contesto reale in cui ci si trova a operare. È importante che ogni docente sia libero di sviluppare lo stile personale di insegnamento che gli è più congeniale, di restare fedele a se stesso, pur essendo capace di adattare la propria azione didattica in funzione della scuola e della classe di riferimento.

NICOLETTA ONIDA

Docente e autrice Bompiani per la scuola

Al liceo ho avuto la fortuna di avere docenti colti, appassionati e umani, che mi hanno insegnato l’amore per la bellezza del sapere. Da quel momento ho capito che l’insegnante è una persona che desidera imparare per sempre. Insegnamento e apprendimento non hanno a che fare con la performance, ma con la crescita di ciascuno di noi.

CARLO CAMPANINI

Docente di Latino e Greco e autore Sansoni per la scuola

Io non credo che la perfezione sia di questo mondo, anche perché è un termine che genera spesso equivoci pericolosi. Un buon docente deve avere la capacità di far capire che la strada da percorrere è lunga e che non è importante l’obiettivo finale, ma quello che ciascuno raccoglierà strada facendo. Ecco, diciamo che la buona azione didattica sta nell’accompagnare gli studenti suscitando curiosità, domande ed emozioni, animati ogni giorno da una forte tensione morale.

MAURO COMOGLIO

Insegnante di Matematica e Fisica, Liceo Classico Massimo d’Azeglio (Torino) e autore ETAS scuola

Io non credo che la perfezione sia di questo mondo, anche perché è un termine che genera spesso equivoci pericolosi. Un buon docente deve avere la capacità di far capire che la strada da percorrere è lunga e che non è importante l’obiettivo finale, ma quello che ciascuno raccoglierà strada facendo. Ecco, diciamo che la buona azione didattica sta nell’accompagnare gli studenti suscitando curiosità, domande ed emozioni, animati ogni giorno da una forte tensione morale.

MAURO COMOGLIO

Insegnante di Matematica e Fisica, Liceo Classico Massimo d’Azeglio (Torino) e autore ETAS scuola

Gli studenti dovrebbero chiedersi sempre ‘perché’. Dovrebbero porsi sempre degli interrogativi. Ma soprattutto devono cercare chi stimola in loro domande e curiosità, non chi fornisce solo delle risposte.

MAURO COMOGLIO

Insegnante di Matematica e Fisica, Liceo Classico Massimo d’Azeglio (Torino) e autore ETAS scuola

È importante comunicare il piacere di costruire qualcosa. Il nostro è un lavoro che si svolge con le persone. Deve essere un percorso che si intraprende giorno dopo giorno, insieme a ciascuno studente. Nessun obiettivo è perseguibile se non attraverso la relazione: l’insuccesso è spesso il risultato della solitudine dell’allievo.

LAURA COLOMBO

docente e autrice Bompiani per la scuola

Questa è un’avventura che crea legami al di là del tempo e delle circostanze. Una delle più grandi soddisfazioni è incontrare un allievo per strada, dopo tanti anni, che ti dice: “Professoressa, ora ho il piacere di offrirle un caffè”. È lì che capisci che il viaggio intrapreso insieme è stato qualcosa di significativo.

LAURA COLOMBO

docente e autrice Bompiani per la scuola

Si cresce provando a fare questo mestiere.

Angela Matteo

Docente e autrice Fabbri Editori

Nutrivo un timore reverenziale nei confronti del mio professore di matematica della prima media, ma sarà per sempre legato a uno splendido ricordo… Leggi tutto

Angela Matteo

Docente e autrice Fabbri Editori

Per fare il docente servono professionalità e spirito ben disposto nei confronti degli studenti; come mi ha detto una volta un collega: “l’importante è sorprenderli mentre fanno qualcosa di bello, qualcosa di giusto”… Leggi tutto

LUCIA NAZZARO

Docente e autrice Tramontana

La mia maestra delle elementari è stata l’insegnante migliore che abbia mai conosciuto.

Io venivo da una famiglia in cui si parlava dialetto, in casa non c’erano libri né televisione, ma i miei genitori erano convinti che noi dovessimo studiare… Leggi tutto

LUCIA BARALE

Docente e autrice Tramontana

L’arte di insegnare è dare il meglio di sé. E non usare un insegnamento stereotipato. Dobbiamo raccontare agli studenti chi siamo, cosa facciamo e soprattutto perché lo stiamo facendo. All’università avevo un docente che mi ha appassionato al disegno e all’illustrazione. Non era certo la tecnica, il fulcro delle sue lezioni. Era il modo in cui riusciva a trasmettere quello che era il suo mestiere. La sua vita.

DANIELE FRATTOLIN

Docente e illustratore

Sii flessibile. Non arroccarti sulle tue conoscenze,
perché quelle passano. Lo studio è fondamentale per comprendere la realtà in cui
viviamo e agire di conseguenza. L’insegnamento è aggiornamento, sperimentazione e interazione con i ragazzi. Non essere cupo. Coltiva l’empatia. Per un insegnante è fondamentale avere fiducia nei propri studenti: non è che se un alunno non studia oggi, non studierà neanche domani. Avere fiducia in loro è lo spunto per motivarli e per sviluppare l’autostima.

GIOVANNA RICCI

Docente e autrice Tramontana

Insegnare è un’arte, ma non un gioco. Bisogna veicolare il messaggio che senza impegno, continuità e fatica non è possibile crescere. Bisogna convincere gli studenti ad appropriarsi veramente degli argomenti, a non dire nulla che non siano in grado di spiegare. E bisogna farlo con chi si esprime e con chi non lo fa, con chi raccoglie subito ciò che il docente ha seminato e con chi fa più fatica. Si deve avere fiducia, si deve mostrare rispetto e dedizione.

GERMANA GRAZIOLI

Docente e autrice Tramontana

Credo in una scuola che educa, prima di istruire. Che dà importanza a ciò che si fa, ma soprattutto a come lo si fa. In una scuola in cui contano le relazioni umane e grazie alla quale si impara a stare bene insieme. In una scuola in cui valori quali l'amicizia, la giustizia, la tolleranza e la libertà vengano vissuti e interiorizzati. Insieme alla responsabilità e all'impegno.

Noi insegnanti dobbiamo educare "al piacere dello studio", perché questa è l’unica strada che può consentire ai nostri alunni di acquisire uno spirito critico. Una coscienza libera.

LUCIANA FERRI

Docente e autrice Fabbri Editori

L’insegnamento dovrebbe essere un argine contro la superficialità e il qualunquismo. Pensiamo ad esempio all’impoverimento del linguaggio; è un fattore che ha ripercussioni molto più serie di quanto si possa immaginare. Il linguaggio è lo strumento attraverso cui concepiamo i pensieri, il suo indebolimento porta i ragazzi all’incapacità di formulare e a volte decodificare pensieri complessi. La scuola non può permettere tutto ciò. L’insegnamento dovrebbe essere come un integratore alimentare che accresce le difese immunitarie degli studenti contro questa deriva.

ANNA FLOCCHINI

Docente e autrice Sansoni per la scuola

Il docente lavora con il futuro dell’umanità. Il suo obiettivo è educare a uno stile di vita, stimolando lo sviluppo del senso critico e delle idee degli studenti. L’azione didattica dovrebbe motivare l’interesse verso il nuovo, la curiosità e il desiderio di conoscere: insegnare significa educare alle meraviglie dell’apprendimento.

Come è possibile farlo? Prendendo per mano gli studenti e accompagnandoli in un percorso attivo, alla scoperta dei contenuti.

CARMELO SBRIZIOLO

Docente e autore Tramontana

Esiste di certo il docente preparato, ma essere preparati sull’argomento che si insegna non è sufficiente. Un conto è, per esempio, conoscere la matematica, un altro è saperla spiegare.

I docenti innamorati della materia che insegnano li riconosci subito, le loro spiegazioni sono sempre sentite, mai impersonali, e questo permette loro di entrare in sintonia con gli studenti. Ѐ solo in questo modo che il nostro mestiere si trasforma, da un semplice dovere, a una vera e propria passione.

WALTER PAZZAIA

Docente

Ho rinunciato a un buon lavoro in azienda per fare l’insegnante, perché credo che nella vita ci siano due tipi di ‘ricchezze’, quella monetaria e quella dei rapporti umani.

Per quanto mi riguarda la gioia che deriva dalle relazioni umane è ineguagliabile, non esiste moneta che valga quanto questa bellezza. Non mi credete?

L’altro giorno è venuto a casa mia un ex studente per farmi gli auguri di compleanno.

Oggi è un signore di 47 anni. Non penso ci sia altro da aggiungere.

LORELLA CARIMALI

Docente di matematica e fisica

Fare questo mestiere significa spiegare ai ragazzi e alle ragazze che il futuro è lì, davanti a loro.

Gli studenti e le studentesse sono senza dubbio la parte più bella della società, e al docente spetta il compito di formare adulti sicuri di poterla rendere migliore. Siamo i custodi e i testimoni di questa consapevolezza, con la nostra arte insegniamo al prossimo ad affrontare la vita.

LORELLA CARIMALI

Docente di matematica e fisica

Sono come un’allenatrice di atleti che vogliono correre la maratona. Devo realizzare programmi personalizzati di allenamento, che non significa semplicemente ‘esercizi’, ma anche luoghi diversi dove svolgere tali esercizi. Vanno bene le lezioni in classe, ma dobbiamo anche realizzare progetti, e per farlo è necessario muoversi, spostarsi all’esterno delle aule. L’insegnante, in una società complessa come quella attuale, deve andare oltre la trasmissione di informazioni e deve diventare una guida che progetta situazioni formative diversificate con l'obiettivo di sviluppare abilità e competenze.

LORELLA CARIMALI

Docente di matematica e fisica

Come si diventa ciò che si è? Ogni volta che mi sono fermato a riflettere sulla mia personalità e la mia formazione sono arrivato a identificare alcuni elementi chiave: i miei genitori, certo, per quello che mi hanno trasmesso… Leggi tutto

MASSIMO BIRATTARI

Autore di “Invece di fare i compiti”

I bambini non devono percepire il linguaggio solo come un insieme di regole, ma anche come fonte di libertà.

MICHELE D’IGNAZIO

Autore di "Storia di una matita. A scuola"

In “Storia di una matita. A scuola”, il maestro Lapo continua a lasciare il segno. Perché insegnare questo vuol dire, dal latino signum: segno. Ma lo fa insieme ai suoi piccoli alunni, scoprendo che la scuola è dentro e fuori le quattro mura di una classe, scoprendo insieme che l’immaginazione è un’arte feconda, perché ci spinge a vedere il mondo con occhi diversi, immaginando ciò che non c’è, ma potrebbe esserci. Cercando pur sempre di non perdere di vista la concretezza della realtà, la materia prima, che è ugualmente bella. Questo scopriranno, insieme, Lapo e la sua classe.

MICHELE D’IGNAZIO

Autore di "Storia di una matita. A scuola"

Il mio augurio a studenti e insegnanti è di non abbandonare mai lo spirito del gioco, di nuotare fra le pagine di cento libri, di usare la testa, il cuore, ma anche di non tenere le mani sempre in tasca… Leggi tutto

MICHELE D’IGNAZIO

Autore di "Storia di una matita. A scuola"

Non ero di certo il primo della classe. Anzi, a dirla tutta il mio rendimento scolastico era ben al di sotto della media… Leggi tutto

Rizzoli Education

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